Lombardia, lavoro, Rossoni: un patto per l’occupazione
(AGENORD) – Milano, 8 ott. – “Un patto tra tutti i soggetti interessati alla ricollocazione per rimettere la persona al lavoro”. Il nuovo strumento per affrontare l’emergenza occupazionale in Lombardia lo annuncia Gianni Rossoni, assessore regionale all’Occupazione e Politiche del lavoro, intervenendo questa mattina al convegno ‘Dagli ammortizzatori alla ricollocazione. Le politiche attive in Lombardia’, organizzato dal gruppo consiliare in Regione del PD.
“Il rischio di ogni persona che beneficia di ammortizzatori sociali per lungo tempo è quello di perdere stimoli alla propria ricollocazione nel mercato – ha spiegato Rossoni -. Serve, allora, la sinergia di tutti gli attori sul territorio per ricreare quegli stimoli”.
Le ‘azioni di reimpiego in partenariato’ intendono cogliere, attraverso il coinvolgimento di operatori, Enti locali, camere di commercio, aziende e sindacati, esattamente questo obiettivo: accompagnare il lavoratore espulso al suo reingresso nel mercato del lavoro, secondo Rossoni la carta vincente per tagliare il traguardo della ricollocazione.
Ad oggi, tra coloro che beneficiano di interventi di politica attiva, il 30 per cento trova un nuovo posto di lavoro. “Un dato significativo, ma da far crescere” ha dichiarato Rossoni. L’assessore regionale ha chiamato in causa poi “il sostegno alla contrattazione di secondo livello”, previsto all’interno della legge regionale sullo Sviluppo (7/12), “in grado di garantire maggior competitività alle imprese. Su questo fronte – annuncia Rossoni – stiamo lavorando alla promozione di accordi sperimentali che coinvolgano alcuni precisi comparti produttivi”.
Da incentivare anche un altro strumento, non per nulla nuovo, ma ancora poco utilizzato: “Sull’apprendistato di primo livello, quello per il conseguimento della qualifica e del diploma professionale, i cui profili formativi sono regolamentati da Regione Lombardia, dobbiamo promuovere un grande lavoro culturale: ancora troppo bassi, infatti, sono i numeri dei ragazzi che lo utilizzano”.
Infine, uno sguardo rivolto anche ai temi che interessano il confronto con il Governo nazionale. “Le Regioni, Lombardia in testa – ha chiarito Rossoni -, lavorano per vedere riconfermata la gestione della cassa integrazione in deroga tra le competenze regionali. La positiva esperienza di questi anni non può non incontrare continuità”.



Nell’ambito del lavoro la nostra vecchia battaglia sulle Gabbie Salariali, un sistema di calcolo dei salari in relazione a determinati parametri quali, ad esempio il costo della vita, che ovviamente varia sensibilmente da regione a regione, (in generale al Nord il costo della vita è oggettivamente molto più alto che al Sud) a mio avviso è sempre molto attuale, da proporre con forza.