Individuare soluzioni concrete ai problemi concreti del Nord.

Riforma fiscale, lavoro e sviluppo economico

Riforma fiscale, lavoro e sviluppo economico

Riforma fiscale, lavoro e sviluppo: temi imprescindibili per il sistema socio-economico del Nord per le lavoratrici e i lavoratori, artigiani, commercianti, piccoli e grandi imprenditori che in ogni settore generano quella ricchezza che ci ha reso una potenza mondiale. Per garantire sviluppo e crescita, ora più che mai, la Questione Settentrionale deve essere affrontata e risolta.

Alcuni spunti a proposito dei quali chiediamo il tuo parere:

  • per aumentare la competitività nel mondo globalizzato abbattere il carico fiscale sul reddito da lavoro, sulle piccole e medie imprese del Nord;
  • commissariare le aziende di credito che, pur avendo usufruito dei fondi Bce a tassi agevolati, privilegiano la compravendita di titoli di Stato al finanziamento alle imprese.

Cosa ne pensi? Partecipa anche tu alla discussione: fai la tua proposta!

111 Comments

  1. Le banche andrebbero ricapitalizzate e non commissariate. Come? Eliminando una volta per tutte i legami tra banche e politica. Ovvero? Togliere i pacchetti di controllo alle fondazioni bancarie (vedasi quello che è successo a MPS) le quali ingessano lo sviluppo degli istituti bancari per foraggiare i soliti noti.

  2. Riguardo alla politica economica di Monti, desidero segnalare e suggerirei di contattare il professore della Luiss che ha fatto “Il Punto” nel corso del TG economia dell’ 11-12-1012, un condensato di notizie interessanti fuori dal coro.
    Il link e` il seguente:
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-352462c3-c68a-4ab3-afd7-6faa4b7284ef-tg1.html#p=0
    Si dovrebbe visualizzare con quell’assurdo programma che e` silverlight, ma se cercate in rete troverete disponibile raitranslator-1.51.zip, un bellissimo programmino in java da nemmeno 1 MB

  3. inoltriamo alcuni suggerimenti ricevuti da un nostro simpatizzante di San Donà di Piave, il quale ci comunica quanto segue: “EFFETTI DELLA LEGGE DI STABILITA’ SUI REDDITI DEI PENSIONATI MINIMI. Come è ormai noto, la Legge di stabilità 2013 apporta da un lato riduzioni delle aliquote Irpef relative allo scaglione di reddito tra 0 e 15.000 euro, per il quale l’aliquota passa dal 23% al 22%, e quelle relative allo scaglione di reddito che va dal 15.001 a 28.000 per cui l’aliquota passa dal 27% al 26”. Invariate rimangono le aliquote riguardanti gli scaglioni di reddito successivi a quelli prima indicati.Questa riduzione però, non comporta sempre un vantaggio per i contribuenti, anzi in certi casi, addirittura quello che a prima vista appare, agli occhi di uno sprovveduto, come una manna discesa dal cielo, si trasforma invece in una vera e propria batosta per i soggetti con redditi bassi, come quelli dei pensionati minimi e dei giovani lavoratori con contratti a progetto, a chiamata , a tempo indeterminato ecc. soggetti questi che non arrivano a superare il reddito annuo di 10.000 euro e che per effetto della manovra in questione, si vedono costretti a pagare l’IVA al momento in cui si trovano a spendere tale reddito e pagano l’Iva in qualità di consumatori finali. Sostanzialmente l’effetto principale, almeno per i contribuenti che rientrano nelle categorie sopra indicate, la Legge di stabilità comporta un sostanziale aumento delle tasse dato che il taglio delle aliquote sui redditi più bassi non compensa la stangata dell’Iva nel momento in cui questa passa dal 21 al 22% e dato che sulle detrazioni e deduzioni fiscali viene adottata una sensibile limitazione che assieme all’aumento dell’IVA vanifica gli apparenti vantaggi della riduzione delle aliquote Irpef.
    Il contribuente pensionato, con l’abitazione propria e con moglie a carico, che percepisce 10.000 Euro all’anno di pensione, attualmente non paga alcunché di Irpef per i motivi che seguono:

    Reddito complessivo (imponibile) € 10.000,00
    Imposta lorda € 2.300,00
    Detrazione per coniuge a carico € 727,00
    Detrazione redditi di pensione € 1.568,00
    Totale detrazioni per carichi di famiglia e lavoro € 2.295,00
    Imposta netta € 5,00

    Praticamente il soggetto di cui sopra non subisce alcuna tassazione Irpef e quindi la riduzione tanto propagandata, non produce alcun effetto positivo nei suoi confronti, viceversa nel momento in cui va a consumare il reddito da lui percepito, viene sottoposto ad una maggiore tassazione Iva che aumentata di un punto, costringe il nostro pensionato a subire una maggiore spesa di € 100,00 che prima della Legge di stabilità in argomento, non aveva. Un rimedio a queste disparità potrebbe essere rappresentato dal riconoscimento della riduzione delle suddette aliquote Irpef solamente ai contribuenti che non raggiungono il terzo scaglione di reddito ( pari a 55.000 euro), e distribuendo il risparmio sotto forma di agevolazioni per i giovani che hanno difficoltà e non riescono ancora a trovare un lavoro definitivo. Sergio Poli”.

  4. CONTRIBUTI DI DENARO PUBBLICO ALLE IMPRESE e AGEVOLAZIONE DI ACCESSO AL CREDITO – Abolizione di qualsiasi elargizione in denaro e facilitazione d’accesso al credito (tassi agevolati) attraverso una struttura snella appositamente costituita che preveda l’emissione di Bond Euroregionali

  5. IRAP – Abolizione dell’imposta sugli utili d’esercizio che vengono reinvestiti in attivo fisso (strutture, infrastrutture e attrezzature) nell’ambito dell’Euroregione Nord.

  6. ICI o IMU: Abolizione dell’intera imposta sulla 1° abitazione nell’ambito di uno stesso nucleo famigliare. Introduzione dell’imposta su tutte le proprietà (case adibite ad abitazioni, case famiglia, ricoveri che prevedono la corresponsione di rette, terreni vari e fabbricati adibiti ad attività commerciali e/o artigianali) di proprietà delle varie chiese (cattoliche, protestanti, ortodosse, …). Inoltre, prevedere la detraibilità di canoni d’affitto e rette varie.

  7. Aliquote IVA Euroregionali – Propongo di valutare l’eventuale applicazione di nuove aliquote nel modo seguente:

    Classe A – Aliquota del 10% su tutti i prodotti materiali interamente realizzati nell’ambito dell’Euroregione in modo da privilegiare il PIL interno.

    Classe B – Aliquota del 15% su tutti i prodotti materiali interamente realizzati nell’ambito della CEE.

    Classe C – Aliquota del 30% su tutti i prodotti materiali d’importazione extra CEE.

    4. Abolizione dell’IVA su tutte e quante le prestazioni d’opera (servizi vari: notarili, legali, agenziali, …).

    • spero che prendano in considerazione la tua valorosa proposta “intelligenete”

  8. SULLE BANCHE
    1) Lotta per la Glass Steagal Act: separazione di Banche commerciali da Banche di investimento.
    2) Abolizione dei derivati se utilizzati a scopo speculativo.
    3) Rimettiamo al centro la Sovranità monetaria e comunque: si stampa moneta solo a fronte della realizzazione di infrastrutture, non per mantenere parassiti.
    Mettiamo in evidenza queste nostre battaglie prima che altri se ne approprino.

  9. SOCIETA’ LOCALE DI TRASFORMAZIONE IMMOBILIARE

    Sempre con maggior insistenza si parla di un fondo dove conferire il patrimonio dello stato, e vendere le relative obbligazioni sul mercato.
    Iniziativa inutile, porterebbe si qualche euro ma sarebbe fine a se stessa.
    Cosa fare in alternativa?
    Lo sviluppo economico, nella prossima legislatura potrebbe essere garantito con rendere moderno lo stato.
    Circa l’80% del tessuto economico Italiano, in particolare nel centro e nel nord del Paese, è composto da moltissime medie e piccole imprese, Casse di Risparmio locali e Banche di Credito Cooperativo vera ossatura dell’economica locale; è pur chiaro che medie e piccole imprese, dotate di grandi capacità operative, stanno soffrendo questa crisi globale al pari delle grandi, d’altro canto è nota la vivacità finanziaria delle piccole banche, meno esposte rispetto ai grandi istituti di credito, verso i “prodotti finanziari Tossici”; analizzando questi due fattori si deduce che il paese potrebbe vivere una ripresa imprenditoriale ed economica se la media e piccola impresa è coinvolta.
    Un nuovo fondo, messo sul mercato per rinnovare il patrimonio utilizzato per scuole, caserme, tribunali, uffici delle entrate ecc. che mostra la sua vetustà, con costi di gestione incalcolabili e servizi inadeguati per la competitività nel 3° millennio ( ricordiamo gli incidenti che sono costati la vita a cittadini incolpevoli) potrebbe dare un duplice vantaggio:
    • Conferire il patrimonio in un fondo come previsto dal governo attuale.
    • La trasformazione di questo patrimonio potrebbe dare investimenti (lavoro) nell’ordine di decine di miliardi di €

    L’operazione sostenuta, con strumenti finanziari “intelligenti” opportunamente predisposti; che possono essere venduti anche sul mercato internazionale sarebbero garantito dal nuovo patrimonio destinato a funzioni essenziali (con redditività sicura anche in momenti difficili) e dagli immobili vetusti, solitamente ben inseriti nel contesto urbano delle città.
    Questi interventi si possono attivare attraverso investimenti di Banche ed Imprese locali, mediante l’attivazione di società di trasformazione immobiliare in parte previste dall’art. 120 del D. Lgs. n. 267 del 18/08/2000 volta ad attuare importanti interventi strutturali atti a guidare il progresso e lo sviluppo urbano nel corso del prossimo decennio.
    Il ruolo legislativo è prefigurato sia dall’art. 120 del D. Lgs. n. 267/2000 che dalla stessa circolare Ministero LL. PP. dell’11/12/2000.
    Si vuole, attraverso la costruzione di nuove strutture destinate a pubblica utilità e la valorizzazione degli obsoleti cespiti in essere, creare un sistema virtuoso di “Trasformazione Immobiliare” che consenta contemporaneamente di portare l’Italia a posizionarsi ai primi posti come qualità della pubblica amministrazione e di valorizzare economicamente il patrimonio immobiliare esistente.
    L’attivazione di un potente strumento operativo qual è il modello organizzativo delle società per azioni nel campo immobiliare ed urbanistico, pone in evidenza le quattro fondamentali azioni che vengono proposte quali elementi di un equilibrato ed armonico sviluppo economico:

    a) Costruzione e dotazione delle città di nuovi edifici e strumenti efficienti per i settori pubblici destinati ad elevare lo standard di servizi per le nuove generazioni di cittadini che ne dovranno e potranno fruire;
    b) valorizzazione del patrimonio immobiliare obsoleto di proprietà pubblica e trasformazione delle dei cespiti pubblici assegnati alle Società per il miglioramento delle realtà urbane;
    c) rapidità di intervento per l’effettiva attivazione delle iniziative in tempi compatibili con le dinamiche di crescita delle città stesse;
    d) dotazione di nuovi spazi a sostegno delle nuove realtà dell’artigianato, del commercio, dei servizi e del turismo destinate ad affacciarsi sul mercato nei prossimi anni.
    L’iniziativa rappresenta perciò un autentico punto di svolta nel meccanismo di sviluppo economico e nella valenza di miglioramento urbano, consentendo effettivamente di attingere alle risorse economiche e finanziarie dell’imprenditoria privata e delle banche locali mediante un meccanismo innovativo nel panorama economico delle pubbliche amministrazioni, diventa un punto di svolta nella gestione e sviluppo nel patrimonio immobiliare dello stato e dell’ente locale.

  10. Non permettere più di scaricare i costi pubblicitari dei prodotti poiché essi sono già conteggiati sul costo del venduto e qundi “pagati dai consumatori”. Questo circolo vizioso “da furbi” stimola le grandi aziende a farne il più possibile consentendo cosìdi guadagnare indebitamente dei quattrini abbattendo la base imponibile che permette loro di pagare meno tasse.

    • Bravo Danilo! questa tua proposta oltretutto eviterebbe di veder traboccare le nostre cassete delle lettere di opuscolki publicitari che nessunho di noi leggerà mai

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